OTRA DE LECHE. Il tempo non si ferma, scompare

di Carlos Enrique Lozano Guerrero

 con Simone Bellezze, Andres Caballero Puentes, Agostino Gamba, Luisa Fernanda Guerrero, Ylenia Pace

regia Gianluca Barbadori
assistente alla regia Elisa Pesco

produzione Ponte tra Culture e Academia de Artes Guerrero

 

È molto difficile per me descrivere lo stupefacente e poetico testo di Carlos Enrique Lozano Guerrero. Posso solo dire che mi ha commosso, scosso ed entusiasmato sin dalla sua prima lettura. È un testo che sta a metà tra realtà e poesia. È fisico ed etereo allo stesso tempo. È scritto in modo chiaro, diretto, semplice, ma straordinariamente sorprendente: ogni frase apre ad associazioni, emozioni, sorprese; evoca, sposta, trasforma i contenuti e l’immaginario di chi legge o ascolta.

Non avevo mai letto un testo in prosa, in versi o drammaturgico, che parlasse di violenza quasi senza descrizioni della medesima, senza demagogia, senza retorica. Soprattutto, senza mostrarla, ma facendola respirare. Quindi lasciando al regista ed agli attori, in questo caso, la trasposizione personale della tematica.

“OTRA DE LECHE” (titolo originale dell’opera cui abbiamo aggiunto il sottotitolo: “Il tempo non si ferma, scompare”),  è infatti un testo che si fa “mettere in scena” da solo, che concede ad un regista la libertà di scegliere in che modo utilizzarlo e, come si dice in gergo, che “taglio” dargli.

Come spiegare agli spettatori (ed agli attori …), che il testo esprime dimensioni di violenza ma non la esplica quasi mai? Che non è uno spettacolo che definirei “violento”, ma è uno spettacolo sulla violenza?

Nelle scelte di regia la violenza compare, quasi sempre, sotto forma di “segni”, di presenze, di azioni silenziose, di echi, di situazioni e momenti sospesi.

I protagonisti dello spettacolo sono combattenti e semplici cittadini, aguzzini e prigionieri, immersi in una realtà nella quale tutti sono comunque vittime, condizionati da una quotidiana violenza armata: ogni loro pensiero, ogni loro azione, non può che tenere conto del contesto nel quale vivono da anni.

Una permanente quotidianità nella quale il tempo non si ferma e non riparte, ma direttamente scompare. Le giornate, le problematiche, le paure, le azioni individuali e collettive si ripetono; ma ciò che soprattutto non cambia e si ripete è il pensiero: nei suoi desideri, nelle frustrazioni, nelle manie, nelle prese di posizione, nei conflitti, nei ruoli, nelle bugie, nei silenzi, nelle ossessioni, nelle perversioni, nei giochi, nelle parole (alcune) usate più e più volte, come se fosse impossibile non ripeterle.

La nostra messa in scena, scarna e basata sul lavoro degli attori, accompagna il testo di Lozano Guerrero con immagini e situazioni non scritte né indicate dall’autore, ma, evocate dal testo, generate durante le prove e fatte di silenzi, microazioni, gesti, suoni, rumori, canti, oggetti.

Nel testo ci sono, infine, alcuni straordinari monologhi nei quali l’autore immagina il pensiero di alcune persone  vicine al momento del trapasso, quando il peso della loro vita si fa lieve ed essi dilatano i loro ultimi istanti. Istanti legati ad un’esperienza assolutamente unica ed irripetibile, che essi vivono con totale pienezza ed estrema vitalità, con un’unicità che trasmette poesia. Sentire che “quei” momenti vengono attraversati nella loro totalità rende questo testo, per quanto mi riguarda, un inno alla vita. Che per quanto minacciata e derubata, fino all’ultimo anelito resta affascinante e quindi, anch’essa, unica ed irripetibile.

“OTRA DE LECHE. Il tempo non si ferma, scompare”, pur prendendo spunto dalla realtà della guerra civile colombiana *, è per me (e per noi che ci abbiamo lavorato), un testo universale.

Oggigiorno la violenza, armata e non, riempie  le strade e le case di molti paesi africani e dell’Asia, di molte megalopoli e città anche dei cosiddetti paesi civili ed evoluti.

Ogni “quadro” o situazione dello spettacolo richiama ad altre situazioni, di altri paesi, di altre vite, di altri popoli. Non è importante sapere qual è il punto di partenza di questo testo, è fondamentale per noi rapportarci con la sua essenza. Con le domande che esso ci lascia rimbalzare tra il cuore ed il cervello.

Questo spettacolo è il secondo della neonata Compagnia Teatrale di “Ponte tra Culture”, ed è (sulla scia delle precedenti collaborazioni con Salvatore Motta e con “Colectivo Errante-Ponte tra Culture” di Bogotà), in linea con la quindicennale storia di “Ponte tra Culture” con il Latinoamerica, una coproduzione italo – colombiana; in scena ci sono infatti tre attori italiani e due colombiani. In prospettiva contiamo di riproporre lo spettacolo a Bogotà nel primo semestre del 2012.

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SPECIAL EDITION SU PRENOTAZIONE – MAX 50 PERSONE

Una versione inedita rispetto a quella da palco!! Non perdetevela!

Dopo il debutto di Otra de Leche al Teatro Sperimentale di Ancona il 28 ottobre ore 21.30, Ponte tra Culture Italia e Academia de Artes Guerrero Colombia presentano una versione speciale di Otra de Leche. Il tempo non si ferma, scompare.
Presentando il biglietto del Teatro Sperimentale si ha diritto al 50% di sconto!Sabato 29 ottobre e lunedì 31 ottobre ore 21.15 Teatro Panettone di Ancona

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Foto di Silvia Capitani

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Pubblicato il 21 settembre 2011 su Archivio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.